Si scrive fiscal compact, si legge massacro.

Senti la tensione come sale – sta per scoppiare
e nun ‘e visto ancora niente
Ancora nun he visto niente – ancora nun ll’e capito?
l’esplosione è imminente

(99 Posse, “Esplosione imminente”, 2000)

 

Leggo, qua e là, post di politici che si fregiano di aver votato il cosiddetto fiscal compact, spacciandolo come una grande conquista, che ci mostrerà una radiosa strada verso il sol dell’avvenire. Personalmente, mi vado convincendo che questa massa di imbecilli non abbia affatto contezza del disastro che hanno ratificato. Del resto, da un ceto di privilegiati yes man selezionati da cotali segreterie di partito non c’è ovviamente da aspettarsi molto, sul piano della capacità dell’autonomia di pensiero. Schiacciano quel pulsante come se fosse un “mi piace” su Facebook, seguendo la “linea” delle segreterie, con buona pace dell’assenza di vincolo di mandato di costituzionale memoria.

Cercherò di essere quantitativo e di esprimere con cifre, il perché dell’enormità di questa misura.

Il cuore del provvedimento, per quanto ci riguarda è il seguente: per quei paesi che abbiano un rapporto debito/PIL superiore al 60%, vige l’obbligo di raggiungere tale valore del suddetto rapporto, riducendo ogni anno l’eccedenza di 1/20.

Detta così non è molto chiara, vero?

Proviamo quindi a ragionare con dati reali e a capire cosa implicherà tale impegno nelle nostre vite quotidiane.

Dunque, l’Italia, nel 2011, ha fatto registrare un PIL pari a 1.580.220 milioni di euro e un debito pubblico pari a 1.897.900; il rapporto debito PIL vale quindi circa 120,10%. Per gli impegni che abbiamo preso con la ratifica del fiscal compact, ciò sta a significare che abbiamo un’eccedenza di circa 948.132 milioni da abbattere in vent’anni. Per farla semplice e breve, nel primo anno dovremmo dunque ridurre il nostro debito di circa 47.407 milioni di euro, ovvero quasi 50 miliardi.

In altri termini, la differenza tra entrate e uscite del bilancio dello Stato dovrà essere positiva per almeno 50 miliardi, considerando *anche* gli interessi sul debito pubblico che paghiamo.

Detta così, probabilmente la cosa non è ancora particolarmente chiara, vero?

Ok, continuiamo a ragionare sul 2011. Nel corso dell’anno passato, abbiamo registrato un deficit pari al 3,9% del PIL ovvero, in termini assoluti, abbiamo avuto uscite superiori di 61.628,58 milioni rispetto a quanto incassato.

Tornando al fiscal compact, ciò sta a significare che, se dovessimo rispettare rigorosamente quanto prescritto, nel corso del 2012 dovremmo trovare (sempr semplificando) una cifra pari agli oltre 61 miliardi di deficit registrato nel 2011 più i 50 miliardi calcolati come un ventesimo del debito pubblico “eccedente”. In totale, il paese dovrà reperire circa 110 miliardi. In realtà, il discorso è più complicato: grazie al famigerato spread, le uscite per ripagare i titoli di debito pubblico in scadenza stanno salendo e, come se non bastasse, siamo in recessione, grazie alle “brillanti” misure di finanza pubblica prese dal governo Monti su gentile indicazione della troika, per cui il rapporto debito/PIL tenderà a essere anche peggiore di quello del 2011.

In soldoni (è il caso di dire) all’orizzonte si stagliano una serie di manovre finanziarie che, stante anche il carattere marcatamente di classe dell’attuale governo e della maggioranza politica che lo sostiene, si tradurranno in un vero e proprio massacro sociale, con prevedibili attacchi a quel poco di welfare ancora esistente e progressiva privatizzazione, naturalmente a prezzi di comodo, del patrimonio e delle attività pubbliche.

Tanti auguri a tutti: ne abbiamo decisamente bisogno.

 

 

I’ll kill myself
I’d rather die
If you could see in the future
You’d know why

(Suicidal Tendencies, “Memories of tomorrow”, 1983)

3 comments ↓

#1 mirco on 07.21.12 at 20:09

un docufilm che spiega dove si va a cedere sovranita’ a organismi monetari sovranazionali
Monti+Bersani+Passera=Menem+DellaRua+Cavallo
DIARIO DEL SACCHEGGIO
http://youtu.be/uWDi5VcX34E

#2 whiplash on 07.21.12 at 22:53

Lo guarderò senz’altro. A me della cessione di sovranità in sé e per sé, in generale, poco importa. Lo stato-nazione, oltre a ripugnarmi, è evidentemente morto, solo che ancora non lo sa. Certo che se alla nazione si vuol sostituire il biopotere finanziario senza intemediari beh, non è un grande affare.

#3 Si scrive fiscal compact, si legge massacro. | Informare per Resistere on 07.23.12 at 10:31

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